24/12/2011
Buone feste!
Mtbcuneo augura a tutti i mtbiker un buon natale e un felice anno nuovo,all' insegna naturalmente della mtb!
Saluti,lo "staff" mtbcuneo
18:52
Scritto da: Stefano
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14/12/2011
Si ricomincia!
Per molti, pensare di ricominciare ad andare in bici a dicembre è una follia. Solitamente si pensa di smettere con l'arrivo dell'inverno. E invece no. Sono stato oltre oceano nella seconda metà del 2011, ma ora siamo pronti a ricominciare a pedalare e a scrivere.
Vi chiedo scusa per i mesi in cui MTB Cuneo è stato fermo, nonostante i visitatori sono aumentati ogni giorno, e questo mi da stimoli a continuare e ad inserire novità. Oltre al numero di visitatori, abbiamo avuti riscontri positivi, con non poca sorpresa, nel scoprirci visitati anche da negozi locali e nel vederci segnalati su siti di mtb nazionali.
Ieri sera per festeggiare il mio rientro si è tenuta una "riunione" nel pieno spirito mtb. Una birretta in officina tra latticizzature di gomme e manutenzione/rimontaggio dei mezzi. Tra le tante novità, in seguito anche ad una forte richiesta, inseriremo tutte le tracce GPS dei giri, grazie al lavoro di tracciatura che Federico sta facendo. Io inizierò innanzitutto a fare un riordino dei giri passati, preparando anche un'indicizzatura. In parallelo con i percorsi alpini, gli anelli, le traversate, ho idea di fare una sezione dedicata ai percorsi di discesa (che raggiungiamo quasi sempre pedalando), che stanno per fortuna aumentando nelle nostre zone.
Alcuni piccoli accorgimenti, quali una mail più funzionale (credo si passerà a Gmail) e un indirizzo URL più breve e facile da digitare, credo siano una buona base per fare un grande 2012.
Non nego che il mio sogno nel cassetto per il 2012 sia di realizzare una piccola Pump Track nel Cuneese, dopo essermi innamorato delle Pump Track americane.
Vi ricordiamo che ogni aiuto, ogni intervento, ogni commento è davvero molto gradito.
We are back
Fausto
15:27
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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15/11/2011
Una giornata all'Indoor Bike Park di Milwaukee
Mentre MTB Cuneo dorme, vi scrivo dall'altra parte del mondo
Sono a Milwaukee, una tranquilla cittadina affacciata sul lago Michigan, uno dei grandi laghi nord americani, grande e navigabile quanto un mare (o meglio il più grande lago continentale del mondo se considerato nel complesso Michigan-Huron). Famosi sono le grandi ali aperte dal vento del Museo d'Arte e il museo ufficiale Harley-Davidson, contenente dalla numero 1 (praticamente una bici con un motore) alla gamma 2012.
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Il museo e le sue ali
In circa un'ora di mezzi pubblici (80 poi 67) si arriva ad un capannone di periferia, dov'è allestito il Ray's Indoor Bike Park, attualmente uno dei due Ray's americani oltre a quello di Cleveland, ma voci parlano di nuovi parchi in previsione.
Il Wisconsin, terra di formaggio e birra, per lo stereotipo tipico, è in realtà per noi biker terra madre di Trek, quindi non c'è da stupirsi se questi sponsorizzi fortemente il Ray's, insieme a logicamente Gary Fisher e Subaru. Anche Sram e Rockshox, col quartier generale poche miglia a sud (a Chicago), fanno da sponsor.
Fuori ci sono pochi gradi e il tempo è nuvoloso. Prevista pioggia. Un parco interno da queste parti è davvero necessario.
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Insegna
All'ingresso vengo accolto da due ragazzi, che mi spiegano cosa fare per un novizio come me (qualche modulo e qualche firma richiesta dallo stato del Wisconsin) e biglietto a prezzo speciale: per i novizi 25 dollari per giornaliero e affitto bici (altrimenti è 34). Davvero un ottimo prezzo direi. Lo stagionale, da Ottobre ad Aprile, costa invece 200 dollari e si può lasciare la bici su una parete dedicata. Vi è più gente a lavorare di quanto immaginassi, segno che gli affari vanno tutt'altro che male.
Un ragazzino mi da la bici in affitto. Colpa mia che metto un eccesso di cordialità in un "Cosa mi suggerisci?" e mi trovo appioppata una bici da xc base. Tra l'altro, questo è davvero un po' un "pischello" e io da meccanico preciso controllando la bici prima di usarla mi ritrovo collarino sella e qr anteriore entrambi allentati. Chiunque altro avrebbe potuto schiantarsi al primo giro senza aver controllato e questi sono i controlli più basilari che anche un "pischello" avrebbe dovuto fare.
Mi fiondo nei giri da xc, quelli che sembrerebbero i più facili. Prima quello più facile totalmente in piano e poi quello medio in continuo saliscendi. Non guido da tempo una xc, considerando che questo è anche un mezzo base e in due giri mi si è chiuso lo sterzo due volte, torno quindi, come già preventivato a farmi dare dal "pischello" un mezzo da Dirt (potete vedere sul sito la scelta di mezzi). Dalla sua faccia mentre gli dicevo che volevo qualcosa con lo sterzo un po' più aperto, sembrava non avesse mai sentito niente di simile.
Le critiche scritte sopra al "pischello" sono solamente bonarie, nel parco sembra esserci la giusta competenza ed è normale che un ragazzo del genere sia un semplice commesso.
La Dirt Jump, una Trek Ticket Signature, è davvero un bel mezzo (a differenza del mezzo xc), raro da trovare in affitto, con Fox 32 PP15 all'anteriore, freni Avid Elixir1 e singlespeed. La rapportatura è un po' dura sui rilanci nei percorsi xc, dove quindi il segreto è non perdere mai velocità nonostante qualche passaggio stretto e nel tecnico. Non avevo mai guidato una Dirt Jump ma mi sono trovato decisamente bene.
[img]http://
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La bici in affitto e i percorsi tecnici
Ecco cosa potete trovare nel Bike Park:
2 giri xc
A parte il giro facile, dove l'unica difficoltà sta in qualche stretto tornante (sia come raggio di curva sia come larghezza di passaggio), il giro più difficile è molto molto divertente. Fatto di continui saliscendi, nei quali sopratutto con i rapporti da Dirt è bene lanciare la bici in discesa per non dover spingere in salita. Passaggi in salita, in tornante e con fondo artificialmente disconnesso invitano a sfoderare un buona tecnica di guida (direi l'unica situazione in cui sono riuscito a far vedere che non ero un principiante).
Una sezione principianti
Ovviamente, a causa del nome, questa sezione è totalmente deserta. E' attrezzata con qualche struttura qua e la, qualche percorso a zig zag per terra, qualche salto, qualche struttura di equilibrio. Tutta roba molto utile, non solo per i principianti, naturalmente facilmente ripetibile nel cortile dietro casa. Ho approfittato della zona libera, larga e pianeggiante, siccome non ho problemi a dirmi principiante per bike park di questo tipo, anche per provare qualche Manual, visto che con questo tipo di bici sapevo essere decisamente più facile che con la mia Enduro da 15kg.
Una sezione di percorsi tecnici artificiali
Circa 10 percorsi, con varianti interne, ordinati per difficoltà, paralleli tra loro, lunghi ognuno circa 40 metri. Consistono in una successione di passerelle, ponti mobili, ponti stretti, superamento massi. Ammetto di non aver disprezzato i percorsi facili, nonostante pure questi poco frequentati, di essermi divertito sui ponti mobili e di aver invece faticato sui passaggi rocciosi. Essendo il tecnico trialistico uno dei pochi ambiti in cui vado bene ho cercato di capire i motivi: innanzitutto qui siamo in piano e non in discesa, quindi spesso si ci ritrova fermi senza riuscire a ripartire. Il rapporto molto duro del DJ non aiuta. Inoltre mi sono mancate le FiveTen avendo un semplice paio di scarpe da ginnastica. Se aggiungiamo che solitamente guido una full e sono 2 mesi buoni che non vado in bici, ho trovato una perfetta lista di scuse per giustificare la mia incapacità. Ho trovato comunque molto molto utile e varia questa sezione. Anche qui qualche spunto da costruirsi dietro casa, per l'allenamento invernale, può essere utile.
Un percorso di salti
Non sono un gran saltatore. Mi sarei aspettato un livello intermedio di salti, invece questa aveva una successione molto frequente di salti, i doppi erano davvero verticali, sopratutto i land. Un percorso con 2/3 doppi un po' più facili non mi sarebbe dispiaciuta
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La mappa
CORREZIONE: Guardando adesso la mappa scopro che la sezione di salti sopra descritta è la MicroRhythm, quindi giustamente fatta di salti molto corti. Altri erano disponibili a bordi del parco BMX (o Street park), che mi è sembrato un tuttuno. Devo anche dire che vista la larga scelta di percorsi, non ho avuto la necessità di cercarne altri. Inoltre c'è da sottolineare che la mappa, essendo l'edificio su due piani, non include tutte le attività e varianti, ma le principali, ovvero dal vivo è ancora più vario di quanto sembri!
Un BMX park (segnato come Street Park sulla piantina)
Piuttosto esteso, non ho approfondito non avendo mezzo e capacità.
Una Pump Track
Devo dire che questo era uno dei principali motivi per cui ero li. Voglio provare le Pump track americane tanto famose. La mia incredulità nel fatto che anche uno dal suo primo giro possa fare a meno di pedalare è stata tanta. Mai poi pensavo che dopo qualche giro uno potesse togliere anche quel dito indice dai freni, che è sempre li in mountainbike. A occhio direi sia grande 12metri x 18metri, con forma a doppia C (due C concentriche). 5 curve paraboliche sono intervallate ciascuna da circa 2/3 dossi. Incredibile anche come 3 giri di questa richiedano assolutamente una pausa causa fiatone e gambe dure. Eppure non stavo pedalando?!! Almeno per questo tipo di strutture, spero ci sia futuro in Italia. Sono estremamente didattiche e non difficili da costruire. L'unico problema non posso essere superaffollate (comunque nel parco era davvero poco utilizzata, solo altri 3 ragazzi l'hanno usata insieme a me)
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Pump track
Una sezione Expert
Ad occhio mi sembrava interessante qualche salto un po' più lungo (quelli che stavo cercando) ma quando ci sono entrato mi sono accorto che erano intervallati per drop da circa un metro. Siccome sono in un paese straniero, da solo, in una città dove non abito, con la poca copertura sanitaria ben nota, non avevo nessuna intenzione di spaccarmi qualche osso.
Qua e là
Strutture qua e là che possono essere agganciate nei giri xc (strette curve su artificiale sconnesso, drop, qualche salto, passerelle, tronchi) e dare varietà al percorso. In generale nulla di facile o annoiante.
La Pit Foam
Non nego che un volessi provarmi un backflip (sapendo bene che non sarei riuscito a farlo). Purtroppo non sono accettate le bici in affitto nella pit foam. E' comunque impressionante vedere come molti ragazzini sappiano chiudere più o meno bene un backflip (So che nella realtà è ben più difficile, ma perché rischiare l'osso del collo quando puoi avere lo stesso divertimento? Soprattutto se sei un ragazzino).
Inoltre:
-Tavoli su due piani dove stare insieme, mangiare, posare la propria roba, guardare la tv
-Lo spogliatoio non c'è ma il bagno, dove puoi cambiarti, è grosso, molto pulito e privato.
-Un deposito bici come detto
-Un negozio di vendita bici e accessori
-Un meccanico/riparatore
Le mie conclusioni a caldo
-Una struttura che pur non sostituendo la natura, nemmeno nei mesi invernali, è comunque utile per imparare molte tecniche e per passare il tempo
-Le condizioni di sicurezza sono piuttosto basse. Molti travi in acciaio a vista, soprattutto dei giri xc dove nei passaggi stretti in velocità si può tranquillamente sbattere una spalla o un gomito sbagliando traiettoria. Nessuna imbottitura. Nei passaggi xc sollevati, il corrimano è ad altezza standard, ma in una brutta botta, uno potrebbe tranquillamente cadere giù. A parere mio questi sono i rischi del mestiere (fanno paura i primi giri poi uno lo dimentica) e spesso la montagna è più pericolosa, però questo è sicuramente uno dei motivi per cui una struttura così in Italia non potrebbe esistere.
-Un bell'ambiente. Molte BMX, qualche Dirt Jump, nessuna XC (i giri XC vengono fatte con le Dirt Jump: in effetti la sella alta è inutile, si usa molto in corpo e le salite si fanno sui pedali). Salottino e tv per guardarsi i film, col finto caminetto, si propongono di rendere il posto una seconda casa, soprattutto se hai l'abbonamento stagionale e tutti i pomeriggi sei li.
-Viste le dimensioni immense se nel parco ci sono 20/30 ragazzi girerai praticamente sempre solo e indisturbato. Non c'è traffico.
-In tutto ci saranno stati una ventina di ragazzi. Considerando che era lunedì (ieri) la cifra è buona. Non posso calcolare se si rientra nelle spese, considerando almeno 5 ragazzi che lavoravano li in quel momento, ma forse gli sponsor e il negozio fanno anche la loro parte.
-Orario intelligente: aperto da mezzogiorno alle 10 di sera. Tutti i giorni. D'inverno, ovvero quando serve.
-Prezzo onesto
Unico difetto: in Italia non c'è. Ancora.
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Lo so che tutti noi preferiamo i sentieri naturali delle nostre valli, ma torneremo presto a scrivere
15:28
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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13/08/2011
"Nel '68,quando facevo il militare,si andava su con la jeep!"
Partenza/arrivo: Terme di valdieri,Frazione sant'anna
Altitudine max: Laghi di valscura 2278 m s.l.m.
Biker: Steo
Temperature: 25-30°
Abbigliamento: Estivo
Bike: Canyon torque
"Nel '68,quando facevo il militare,si andava su con la jeep!" ,questo mi dice un camminatore locale mentre,con la bici a spalle, arranco sulle rocce per salire al lago di Valscura,ma partiamo dall'inizio:
Partendo dalle terme di valdieri in frazione sant'anna inizia il vallone del Valasco, molto apprezzato dai camminatori del week-end e perchè no, da qualche mtbiker.
Una carrabile militare porta al bellissimo altopiano del Valasco dove c'è un piccolo rifugio (vedi "ex casa di caccia") con all'interno un bar per riposarsi,il fondo è sempre pietroso a tratti smosso, per niente facile,ma la pendenza modesta facilita la salita fino al pianoro.

il pianoro del valasco
Arrivati al pianoro si sale sempre su strada militare in direzione dei laghi di Valscura/rifugio Questa,qui il fondo diventa peggiore perchè costringe a scendere dalla bici e in alcuni tratti anche un pò di portage è d'obbligo,molto suggestivo il passaggio in un tunnel ricavato nella roccia dopo il quale, con alcuni tornanti con il fondo sempre difficile,ma ciclabile porta al lago di Valscura,quota 2278.
La discesa avviene per lo stesso percorso fatto in salita ed è difficile quanto la salita per via delle solite rocce incontrate già salendo.
Dal lago di valscura,per chi ha più gamba di me, c'è la possibilità di salire ancora un poco e scendere a Isola 2000 e poi al colle della Lombarda.
Il lago di Valscura
il pianoro del valasco e la strada militare
12:58
Scritto da: Stefano
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24/07/2011
Valle Maira: San Giovanni + Napoleonica
Partenza: Bassura di Stroppo (930m)
Anello
Dislivello: 1300m circa
Chilometri 30 km circa
Percorso: Da Bassura di Stroppo si sale fino a Prazzo (1020m) tramite Provinciale o tramite la pista da fondo sterrata. Da qui si sale al Colle San Giovanni (o Colle di Canosio) (1650m). Si scende tramite il sentiero indicato con tacche Giallo/blu del Percorso occitano fino a Canosio (1240m).

Passaggio su placche rocciose sopra l'abitato di Canosio (finalmente la Totem lavora tutta!)
Da qui ci si ricollega a Vernetti tramite asfalto a Vernetti per poi salire alla Borgata Superiore (1530m). Da qui inizia la Strada Napoleonica che su stretto singletrack con ripetuti sali e scendi, arriva al Colle dell'Encucetta (1570m). Da questo vi è solo più una divertente discesa con un singletrack un po' più largo, spesso spondato fino a Bassura di Stroppo (in caso di dubbi seguire sempre le tacche giallo/blu).
Appena iniziata la discesa dal Colle dell'Encucetta, il single track si allarga un po'
Percorribilità: L'esposizione nella Napoleonica è moderata ma non sottovalutabile, sopratutto nell'ultimo tratto in qualche passaggio in contropendenza. Diversi (ma non più di 10) alberi grossi abbattuti dai boscaioli interrompono il sentiero. La segnalazione del percorso è davvero ben fatta.
Fondo: La salita al Colle San Giovanni è larga ma spesso ripida (max 24%). Nei singletracks, il fondo è sempre terroso compatto, con qualche passaggio tra le pietre anche in fase di salita (nella Napoleonica). Il fondo leggermente umido dovuto a recenti piogge ma mai fangoso, ha reso le Maxxis Ardent (usate all'anteriore e posteriore da entrambi i biker) la gomma ideale.
12:56
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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18/07/2011
Valle Maira, Valle Stura: Tour Bodoira/Servagno
Tour dei Monti Bodoira / Giordano / Servagno
L'altopiano della Gardetta, al quale si collega spesso Rocca La Meja e il suo relativo Tour, è ben protetto e chiuso dal lato della valle Stura, dai monti Bodoira, Giordano e Servagno.
Il giro compie un anello attorno a questo trittico, apparentemente un unico imponente complesso, essendo tutti i 3 monti alti circa 2750m.
Percorso:
Dall'altopiano della Gardetta si arriva al Rifugio Gardetta e all'omonimo colle (2450m) con molte possibilità: salendo dalla Valle Maira tramite il Colle del Preit o dal Colle del Mulo oppure salendo al Colle Valcavera raggiungibile sia dalla Val Grana che dalla Valle Stura. Fino a questi colli il fondo è però asfaltato.
Dal Colle della Gardetta si continua a salire per il Colle di Rocca Brancia (2620m). Seguendo le tacche GTA si scende dal versante opposto (Valle Stura) passando vicino al lago Oserot (2300m) fino a quota 1950m dove una palina e alcune tacche rosse indicano il Colle della Montagnetta (2100m). Da questi si continua fino al Colle del Vallonetto (2510m) per ritrovarsi poco oltre di nuovo in Valle Maira e ricollegarsi all'Anello intorno alla Gardetta.
Percorribilità:
L'intero itinerario si svolge su sentieri stretti o tracce di sentieri. Un'esposizione moderata non sottovalutabile è costante lungo tutto il percorso.
La percorribilità in discesa è buona, mentre in salita ci sono lunghi i tratti in cui ci spinge. Nell'attraverso di un rio, esposizione, traccia praticamente nulla e franevole, vi possono nascere delle difficoltà tali per cui sconsigliamo vivamente affrontare questo itinerario da soli.
Fondo:
Il fondo è prevalentemente pietroso. Il giro è relativamente poco conosciuto e frequentato, pertanto è frequente ritrovarsi pietre smosse che impediscono il passaggio in sella durante la salita mentre in discesa richiedono un occhio puntato anche sul passaggio della ruota posteriore, eventualmente dal correggerne la traiettoria per risparmiarsi una rottura del forcellino del cambio.
Pianoro sopra le Barricate (Valle Stura)
Note:
Bikers: Fausto, Stefano, Federico, Davide
13:28
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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28/06/2011
Come ti piace farlo?......."beh,al buio è meglio!"
Partenza/arrivo (anello): Borgata castello,Roccabruna Max altezza: colle di valmala
Biker: steo, fausto ,pippo
Temperature: 24-26°c ore 20:45, 20-21°c ore 0:00
Abbigliamento: Estivo in salita, maglia lunga o antivento in discesa
Lavorando tutto il giorno non è sempre possibile mettersi a pedalare durante la settimana,a meno che...non lo si faccia di notte!
Dopo una giornata molto calda passata a lavorare vien voglia di stare un pò al fresco e allora caricata la bici il ritrovo è alle 20:45 nella piazza prima di Borgata Castello al di sopra di Roccabruna.
Dopo un piccolo test delle luci per la notte si sale in sella! Si prende la strada bianca verso il colle di Valmala passando dal Chast'lass (il castellaccio),ma la notte scende presto e,causa anche il cielo nuvoloso, alle 22.15 ci tocca già accendere le luci (se il passaggio fosse tutto all'aperto si riuscirebbe ancora a proseguire, ma nel bosco la luce è d'obbligo).
Arrivati al colle di valmala il cielo si libera delle nuvole e ci regala un bellissimo cielo stellato,dopo la foto di rito si parte per la discesa!
In discesa bisogna fare attenzione perchè la luce artificiale non dà così bene l'idea della profondità e anche le buche non sono così ben visibili anche se una pausa tecnica nella discesa dal "Sentiero dei partigiani" ci ha permesso di trovare pure qualche fungo nascosto nella boscaglia!
Un bel fungo trovato nella notte...
Piccoli consigli sulle luci utilizzate:
Le nostre lampade erano autocostruite utilizzando una lampada dicroica a led a 12v di quelle per infissi fissata sul casco con una batteria da scooter nello zaino,luce diffusa e il peso della batteria sono da mettere in conto (di queste lampade ne esistono di molti tipi nei negozi di elettronica).
Se dovete comprarle sciegliete quelle al led per il consumo irrisorio e abbiamo visto,avendole entrambe, che è meglio quella a luce calda per la migliore definizione della profondità.
La batteria da scooter è stata scelta sia per la sua autonomia che per la facile reperibilità in commercio,il peso dipende dal tipo di batteria ma non è un problema se ben posizionata nello zaino.
Uno di noi utilizava le minitorce p7,se ne trovano on-line di vari tipi e producono una luce molto potente e profonda con una autonomia di circa un'ora.
Il posizionamento delle torce è importante,meglio avere una piccola luce sul manubrio e una sul casco il che permette di vedere sempre dove si gira la testa e anche dove passa la ruota anteriore.
21:50
Scritto da: Stefano
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10/04/2011
Bassa Valle Maira: Sant'Anna di Roccabruna
Partenza: Roccabruna (B.ta Bruna) [720m]
Arrivo: Sant'Anna di Roccabruna [1252m]
Biker: Fausto,steo
Anello
Percorso: Abbiamo percorso in salita le Borgate nell'ordine Ischia superiore, Buccio, Norat, Grangia, Combetta, Sant'Anna. Alcuni accessi alle strade sterrate non sono facili, ma una buona cartina, il nostro riferimento (tracciato a mano) su Gmaps, nonchè le preziose informazioni dei locals che ben conoscono i passaggi sono un accoppiata vincente.
Segnaliamo che la salita è ben descritta anche nel libro "MountainBike" di Icardi-Marino (Itinerario 10), così come la discesa (Itinerario 11)
In discesa, da Sant'Anna si scende seguendo le tacche bianco-rosse fino a ripetitori TV e oltre fino a girare a sinistra seguendo un cartello blu per San Bartolomeo. Da qui sempre dritto a qualsiasi bivio. Una volta incrociata la strada asfaltata il singletrack continua pochi metri sotto (dietro il cassonetto).
Fondo: Fango e neve sono solo più un ricordo, il fondo è secco e grippa bene. Poche le pietre. Alcune spondine naturali aiutano lungo tutto il singletrack
Percorribilità: Segnaliamo due alberi caduti e qualche ramo ad altezza faccia che per questioni di "fretta" (in tutti i sensi) non siamo riusciti a togliere. Nessuno limite di mezzo: è tutta discesa!
Note:
09 aprile 2011, mattino
Tempo di percorrenza: circa 3h
Temperatura: 26°>31°
Abbigliamento estivo
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19:10
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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06/04/2011
1° sentiero MTB Cuneo: "Mattoni" + "Ex-Pini"
MTB Cuneo apre il suo primo sentiero "fatto in casa", lavoro di qualche giornata che ha consentito di riaprire un sentiero ormai perso, collegando tra di loro percorsi dal fondo e dalla tipologia piuttosto varia, partendo dallo scorrevole arrivando al tecnico ma sempre veloci.
Partenza da Dronero (622m)
Arrivo: B.ta Argillosa (850m)
200m di dislivello
2km di lunghezza
Precisiamo che nessun grosso intervento è stato eseguito: strutture artificiali sarebbero state fuori luogo in una zona totalmente disabitata dall'inizio alla fine del sentiero, dove è la natura a regnare. Questo sentiero è quindi un'ottima traccia da Enduro, anche se può naturalmente essere effettuata da mezzi da XC come da DH (il percorso è interamente in discesa, eccetto un brevissimo tratto di pianura centrale), dove è la velocità di percorrenza a variarne la difficoltà.
Ci si immette tra le case di borgata Argillosa, entrando in una strada sterrata con il fondo inizialmente fatto da cocci di mattoni (da qui il nome). Qui al primo bivio si gira a sinistra (ovvero la strada più larga), costeggiando un prato che da una larga vista sulla pianura cuneese e entrando poi nella vegetazione. La prima parte di strada è larga, ma insidiosa se percorsa in velocità, per via di canaline.
Giunti ad un pilone (dove andando a destra si scenderebbe a Ricogno e a sinistra a Ripoli), si continua invece dritto costeggiando un altro prato verde. In fondo a questo, si svolta a 90° a sinistra entrando in un singletrack nel sottobosco.
Dopo qualche divertente curva ci si ritrova in cima ad una collina con una cascina isolata. Si percorrono per arrivarci qualche metro di sentiero tra rovi, il cui passaggio è stato pulito. A pochi metri dalla casa si svolta a sinistra per l'antica strada che portava a questa cascina (segnalata con tacche rosse). Si percorrono 3 tornanti in discesa, dopo il terzo tornante ci si immette nel bosco dove è stato tracciato il breve ma divertente singletrack finale denominato "Ex-Pini".
La prima parte è su terreno compatto e pietroso, la seconda (molto breve) entra nella boscaglia più fitta col terreno più inconsistente, dove occorre subito prestare attenzione ad un tratto molto ripido. Poco sotto si arriva ad una stradina più larga e pianeggiante nel bosco che riporta ad una carrozzabile sterrata.
View Mattoni + Ex Pini in a larger map
21:43
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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27/03/2011
Busca: Monte Pagliano
Il Monte Pagliano rappresenta un classico nei primi mesi di primavera del Cuneese, grazie alla sua esposizione a sud (salita) che permettono l'assenza di neve. La discesa è pietrosa e sconnessa ma mai troppo impegnativa da dover essere percorsa tecnicamente.
Partenza: Busca (620m)
Arrivo: Monte Pagliano (980m)
Anello
Lunghezza: 18 km circa
Dislivello: 500m circa
Temperatura: 22°>15°
Data: 25 Marzo 2011
h. 14.30>18.30
Percorso:
Da Busca si sale per Santo Stefano poi in direzione Eremo. Alla vista dell'Eremo si svolta a destra e si tiene la sinistra della strada. Si raggiunge così un Pilone, e in seguito il Belvedere di Monte Pagliano. Si scende dal pilone dal lato opposto alla salita, raggiungendo la chiesa di San Martino. Da qui si continua in direzione Val Varaita. Ritornati sulla dorsale, si evita di scendere a Costigliole e si seguono le indicazioni per Fontana Torino, che riportano alle frazioni di Busca.
In generale, sconsiglierei il sentiero per Fontana Torino perchè, in salita, molto fangoso, porta a San Martino di Busca dove la discesa è praticamente in asfalto.
Fondo:
La salita (60% di asfalto) è pulita e soleggiata. In questo periodo l'acqua domina l'intera discesa, il terreno molto pietroso però impedisce la formazione di fango.
21:10
Scritto da: mtbcuneo (Webmaster)
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